Osteria

Al Toscano

 

Circondati da un’atmosfera intima e accogliente, qui è possibile assaporare il meglio della cucina fiorentina, gustosa, sana e invitante con ricette tradizionali caratterizzate da materie prime stagionali e di qualità. 

E la lista dei must culinari è davvero molto ricca: finocchiona, lardo di colonnata, crostini e bruschette, pici e naturalmente l’ottima carne. Imperdibili gli antipasti con gli affettati della casa, i formaggi tipici, i primi piatti con le gustose minestre e soprattutto le tagliate e l’immancabile fiorentina. A completare il quadro la lista dei vini arricchita con le migliori etichette toscane.

L’Osteria al Toscano può ospitare fino a 60 posti a sedere. La sala del ristorante offre un’intima accoglienza grazie al suo arredo rustico e al calore del legno che la circonda, con le sue travi a vista e il classico pavimento in cotto. A prolungamento di questa sala si apre un’ampia e graziosissima terrazza in grado di accogliere gli ospiti in giardino per cenare all’aperto d’estate. Si affianca poi un’altra piccola ala, più raccolta, perfetta per cene, feste riservate ed eventi speciali.

Convivialità, cortesia e ospitalità sono tutti elementi che si aggiungono al buon cibo.  

 

L'Ostaria

Un vicoletto si apre su via Poscolle, nel centro storico di Udine e, in fondo, si scorge un’insegna: indica al passante distratto che lì c’è un’“Ostaria”.

Siamo in Friuli e la parola Osteria (“ma come la scrivono questi?”) rimanda al piacere conviviale, al cibo, al vino, al piacere di ritrovarsi per un minuto - per bere un’ombra o, come dicono qui, un tai - oppure più a lungo (per merenda, a pranzo o a cena).

Siamo nel centro del capoluogo friulano dove questo tipo di locali sono sempre stati un’istituzione, un punto di ritrovo per artisti, politici, giornalisti e gente comune.

Su tutti, Hemingway che amava percorrere anche qui (in un locale vicino pochi metri e che oggi non c’è più, il Lepre) le strade del gusto e della terra che lo ispirarono nel realizzare uno dei suoi capolavoro letterari, il romanzo “Addio alle armi”.

Tutti conoscono oggi “Il Toscano”, qualcuno lo chiama ancora l’Ostaria ai Benandanti, e anche l’ignaro visitatore di passaggio constaterebbe, già dalle 11.00 di mattina, il continuo viavai di donne, uomini, operai, impiegati e professionisti di ogni età, mentre imboccano il vicoletto che porta dritto dritto nell’Osteria: uno dei locali più conosciuti ed amati della città friulana. 

Certo stupisce un nome che indica una proposta di cibo. Potrebbe essere un’operazione di marketing per attirare clientela in cerca di sapori alternativi, ma in Friuli non funzionerebbe tanto è forte la cultura del territorio e delle sue tradizioni, in particolare enogastronomiche.

Allora cerchiamo di scoprire cosa porta gli avventori ad amare un locale così.

 

Udine e il friuli nel mondo del Toscano

Questo locale rispecchia le origini dei suoi gestori: la timidezza composta friulana e l’estroversione esplosiva toscana.

È difficile trovarlo, quasi si nascondesse per pudore ai passanti, in un vicoletto. Ma già l’ingresso aggraziato ci introduce in un ambiente caldo ed avvolgente. Certo non trovi il cameriere impettito che ti investe immediatamente chiedendoti della prenotazione; arriva invece qualcuno che ti sorride (Giorgio non sempre) e ti chiede dove vuoi sederti.

L’arredamento è curato in ogni particolare ma l’ambiente ricorda una casa…grande: legno, tavoli e sedie d’osteria, con qualche particolare che esprime l’estro di Alessandra ( un divano rosso, fiori, foto e quadri…) e la voglia trasgressiva di Giorgio ( la musica, l’etichetta che ricorda la proprietà di un divano di un cliente abituale…)

Un team di persone che sembrano più amici che colleghi anche se la vigile attenzione di Alessandra, Giorgio ma ancor di più Mirella, quando c’è, non manca mai a cogliere ogni anche piccolo dettaglio.

 

I tavoli non sono mai troppo vicini e consentono appuntamenti conviviali o riservati e romantici.

 

Ma ciò che caratterizza la sala è un grande tavolo centrale, sempre di caldo legno, mai prenotato. Lì si siedono gran parte dei clienti abituali, professionisti, amici e… quelli che vengono sempre da soli.

Si forma così ogni giorno una piccola comunità, che spesso mangia quello che c’è senza grandi scelte di menù e, soprattutto, parla, discute, si fa compagnia… qualche volta gioca a carte, riesumando la tradizione delle vecchie osterie udinesi.

È un mondo di uomini, di passioni, di ricordi, di ambizioni, anche di tristezze raccontate, di progetti, di analisi… attorno ad un tavolo.

Un tavolo che diventa quasi l’emblema di questo mondo che ruota attorno ad un’osteria.   

 

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